Gorizia rmx dal 2020 al 2026 grazie a Dehaze

“Gorizia RMX” nasce come rilettura di un brano uscito nel 2020 all’interno del mixtape Il Sardo del Nord Vol.2, ma si muove subito oltre la logica del semplice remix. La nuova versione, prodotta da Dehaze e pubblicata per N.D.O.N. Records, trasforma il pezzo in un’esperienza più densa, più visiva, più immersiva.

Le sonorità si muovono tra Urban R&B, atmosfere cupe e stratificazioni jazz/blues, costruendo un tappeto sonoro fumoso e avvolgente che restituisce perfettamente la sensazione della città: sospesa, umida, attraversata da una nebbia che è tanto climatica quanto emotiva. Il remix non aggiorna soltanto il suono, ma amplifica il lato narrativo del brano, rendendolo ancora più vivido.

“Gorizia RMX” diventa così una fotografia sonora che non cerca estetizzazione, ma verità: un racconto che si sviluppa per immagini, dettagli e suggestioni concrete.

Il cuore del progetto è nella sua natura collettiva. “Gorizia RMX” non è il risultato di una singola visione, ma l’incontro tra più artisti — JD Il Moro, IKB, David Costello, Blurrry e Jan D — insieme alla direzione sonora di Dehaze, che non si limita alla produzione ma ridefinisce completamente l’identità del brano.

È proprio il lavoro di Dehaze a fare da collante: la sua produzione spinge il pezzo verso territori più scuri e profondi, creando uno spazio sonoro coerente in cui le diverse voci possono convivere senza perdere identità. Il risultato è un equilibrio tra scrittura e suono, dove la musica non accompagna semplicemente il racconto, ma lo guida.

All’interno di questo impianto, ogni artista porta il proprio punto di vista, costruendo un mosaico narrativo che attraversa luoghi simbolici e quotidiani: il Castello di Gorizia, la statua del Fante d’Italia in via Luigi Cadorna, via Rastello, Piazza Vittoria, fino a quartieri e spazi vissuti come sant’Anna, via Nizza, corso Verdi, il fiume Corno e la Valletta.

Accanto agli spazi, emergono anche linguaggi e identità locali, con l’utilizzo di slang che rafforzano il senso di appartenenza e radicamento. Il risultato è una narrazione stratificata, dove memoria personale e dimensione collettiva si intrecciano senza filtri.

Il tema centrale resta quello di un rapporto irrisolto con il luogo da cui si proviene: una tensione costante tra attaccamento e bisogno di distanza. Una città che ti costruisce ma allo stesso tempo ti trattiene, lasciando sospese domande che non cercano risposte immediate.

A chiudere il brano è l’intervento di Jan D, che introduce un livello ulteriore attraverso la parola poetica: una propria composizione in italiano si intreccia ai versi del poeta sloveno Alojz Gradnik, ampliando il respiro del pezzo e collegando dimensione urbana e profondità letteraria.

“Gorizia RMX” si configura così come un racconto condiviso, dove musica e produzione lavorano insieme per costruire un’identità precisa, riconoscibile e profondamente legata al territorio.

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